La musica digitale non è solo il futuro ma rappresenta ormai il presente del mercato discografico mondiale.
Anche in Italia, gli ultimi dati resi noti dalla Federazione Industria Musicale Italiana mostrano che la crescita del canale digitale prosegue inarrestabile. Rispetto all'anno precedente il giro d'affari legato alla musica digitale legale è cresciuto del 22%, comprendendo sia la fruizione in streaming che il download, dove il leader resta iTunes.
La diffusione di dispositivi fissi, come i pc, e mobili, come gli smartphone, rendono ancora più semplice l'accesso alle piattaforme che offrono la musica digitale.
Ma se la fruizione diventa semplice e accessibile a tutti, e anche i costi si abbassano, come è messa la qualità? Questo è il quesito posto dalla rockstar Neil Young, nel corso della conferenza "Dive Into Media".
Secondo il cantautore canadese l'era digitale "sta facendo degradare la nostra musica, non migliorare". Neil Young non ha tutti i torti, se consideriamo che, per effetto della compressione necessaria a limitare il peso dei file, i diffusissimi mp3 contengono solo il 5% del suono originale registrato in studio. L'AAC, il formato supportato da Apple fa leggermente meglio, arrivando a memorizzare il 10.3% della registrazione sorgente.
E nemmeno i cd sarebbero sufficienti a restituire la fedeltà dei master di registrazione, visto che arrivano a contenere il 15% delle informazioni originarie. All'alta compressione dei file si aggiunge poi la bassa qualità dei dispositivi che generalmente li riproducono.
L'autore di "Harvest Moon" ha svelato che insieme all'uomo che ha creato un mercato di massa per la musica digitale, Steve Jobs, stava lavorando ad una soluzione: una nuova piattaforma capace di mettere a disposizione musica non compressa, di qualità equivalente a quella proveniente dagli studi di registrazione.
L'altissima qualità si sarebbe pagata con lunghi tempi necessari al download. Un brano avrebbe richiesto 30 minuti per essere scaricato e la memoria dei lettori attuali avrebbe potuto contenere non più di 30 album.
Per ovviare a questo Jobs e Young stavano pensando ad un nuovo iPod capace di scaricare la musica mentre l'utente dormiva. Con la morte del fondatore di Apple il progetto si è fermato, ed ora, continua la rockstar americana, ci vorrebbe un "riccone" che sposasse l'idea e finanziasse la ricerca, per impedire agli appassionati di musica di dover scegliere tra qualità ed economicità, poiché "Questa scelta, quando si tratta di suono non dovrebbe essere mai fatta".
Young ha anche rivelato un segreto su Jobs che ha suscitato un certo stupore: "Steve Jobs è stato un pioniere della musica digitale, la sua eredità è stata enorme. Ma quando tornava a casa, ascoltava i vinili".
A ben vedere la dicotomia tra qualità ed economicità non è una questione che riguarda solo il digitale. Fin dalla fine degli anni '70, inizio '80, con la comparsa delle cassette, gli appassionati si sono dimostrati propensi a rinunciare alla qualità del vinile in cambio di copie a basso costo.
In questo trend, si intravede, almeno nella massa degli utenti, un'attenzione alla qualità della musica più che alla qualità del suono. L'attenzione verso un suono ad alta fedeltà ha riguardato prevalentemente le fasce di utenza con più alta capacità di spesa. D'altra parte un beneficio portato da internet alla musica, riconosciuto anche da Neil Young, è la grande disponibilità di brani, che rende il web un formidabile strumento di promozione per scegliere cosa acquistare.
La stessa pirateria, dice Young, è la radio di oggi.
LE APPLICAZIONI
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